Estate, addio con grandine alla 2° primavera più calda

20 Giugno 2020
Estate, addio con grandine alla 2° primavera più calda

Violente grandinate dal Piemonte al Veneto salutano l’arrivo dell’’estate dopo una primavera che si è classificata come la seconda più calda di sempre sul pianeta a livello climatologico facendo registrare una temperatura media sulla superficie della terra e degli oceani, addirittura superiore di 1,06 gradi rispetto alla media del ventesimo secolo. È quanto emerge dalle elaborazioni Coldiretti in occasione del solstizio d’estate che cade quest’anno il 20 giugno 2020 alle 21.44, sulla base della banca dati Noaa, il National Climatic Data Centre che rileva i dati dal 1880.

Si tratta – sottolinea la Coldiretti – di una conferma i cambiamenti del clima che si avvertono anche in Italia dove la primavera 2020 è stata la nona più bollente dal 1800 secondo Isac Cnr che ha rilevato una temperatura superiore di 0,84 gradi la media. Una stagione che- precisa la Coldiretti – è stata anche sconvolta da nubifragi, bombe d’acqua, grandinate, trombe d’aria e violenti temporali che hanno colpito a macchia di leopardo la Penisola, con pesanti danni all’agricoltura secondo le stime della Coldiretti.

Per ultimo si segnala la caduta di chicchi di ghiaccio grandi come noci sulle viti e sui grappoli del prosecco nella provincia di Treviso in Veneto dove l’intensita’ della pioggia ha provocato numerosi allagamenti sia nei centri urbani che nei campi seminati a mais e soia, ma il maltempo con la grandine ha colpito  l’agricoltura anche in provincia di Cuneo con danni agli ortaggi, a cominciare dai fagioli, ha raso al suolo il frumento e l’orzo pronti alla trebbiatura con perdite che i tecnici Coldiretti stimano al 90% e risulta fortemente compromesso anche il mais. La grandine è l’evento piu’ temuto dagli agricoltori in questa fase stagionale per i danni irreversibili che provoca alle colture rovinando un intero anno di lavoro mentre gli acquazzoni aggravano le perdite con smottamenti, frane ed esondazioni su un territorio più fragile dove – riferisce la Coldiretti – sono 7275 i comuni complessivamente a rischio frane e alluvioni, il 91,3% del totale.

L’anomalia climatica conferma e – precisa la Coldiretti – la tendenza al surriscaldamento anche in Italia con il 2019 che è stato complessivamente il quarto anno più bollente dal 1800 dopo i record di 2014, 2015 e 2018 secondo elaborazioni Coldiretti su dati Isac Cnr. Una tendenza alla tropicalizzazione che – continua la Coldiretti – si manifesta con una elevata frequenza di eventi estremi e sfasamenti stagionali che sconvolgono i normali cicli colturali ed impattano sul calendario di raccolta e sulle disponibilità dei prodotti che i consumatori mettono nel carrello della spesa. L’agricoltura – conclude la Coldiretti – è l’attività economica che più di tutte le altre vive quotidianamente le conseguenze dei cambiamenti climatici con sfasamenti stagionali ed eventi estremi che hanno causato una perdita in Italia di oltre 14 miliardi di euro nel corso del decennio.

 

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